L’acqua nel piatto

Acqua pizza

LEZIONE/CONFERENZA: 3h

CLASSI: terze, quarte e quinte superiori

Lo sapevi che occorrono 140 litri d’acqua per ottenere il caffè che tutte le mattine prendi al bar? Ogni volta che bevi un bicchiere di vino invece ne consumi indirettamente qualcosa come 120 litri, mentre una pizza margherita comporta lo sfruttamento di ben 1400 litri!

In un giorno mediamente beviamo circa 2 litri di acqua e ne utilizziamo 200 per lavarci, cucinare e pulire. Ma se guardiamo all’acqua che è stata consumata per ottenere il cibo che mangiamo ed i prodotti che acquistiamo i volumi aumentano esponenzialmente: in media un italiano ne consuma indirettamente qualcosa come 6000 litri al giorno.

Benvenuti nel mondo dell’impronta idrica, un indicatore che visualizza il consumo di acqua dolce, diretto ed indiretto, che sta alla base di tutto ciò che acquistiamo e consumiamo. Ognuno di noi, tramite ciò che consuma, lascia infatti un’”impronta”, più o meno grande, sulle risorse di acqua dolce del pianeta, sempre più sfruttate ed inquinate. Questo perché per produrre il cibo necessario per il nostro sostentamento e per fabbricare i prodotti che quotidianamente compriamo è necessario consumare e inquinare acqua, moltissima acqua!

Nel corso della conferenza vedremo come l’acqua debba essere considerata una risorsa globale, non solo perché non conosce confini ma anche perché la sua gestione deve essere affrontata in maniera intelligente da tutti noi. Analizzeremo poi la storia e l’evoluzione del concetto di impronta idrica tramite numerosi esempi.

La grande maggioranza della nostra impronta è legata indissolubilmente al cibo che mangiamo, dal momento in cui l’agricoltura e l’allevamento sono i settori dell’economia con le più elevate richieste di acqua dolce. E’ anche per questo che va prestata molta attenzione alle abitudini e agli sprechi in campo alimentare: quando buttiamo via un chilo di carne di manzo che ci eravamo dimenticati da troppo tempo nel frigorifero, è come se gettassimo nel cestino qualcosa come 16 000 litri d’acqua, mentre il chilo di pane raffermo che non vogliamo riutilizzare ne vale circa 1600. Ogni anno nel nostro Paese vengono sprecate dai consumatori circa 2,5 milioni di tonnellate di alimenti, che corrispondono non solo a 7 miliardi di euro che vengono letteralmente buttati nel cestino, ma anche a 3 miliardi di metri cubi d’acqua dolce!

Non si può poi non prestare attenzione a quelle che sono le nostre abitudini alimentari: consumare molta carne rossa comporta ad esempio un’elevatissima impronta, mentre acquistare prodotti locali e biologici ci può permette di ridurla, perché l’agricoltura sostenibile è svolta nel rispetto di quelle che sono le risorse localmente disponibili.

Al termine della conferenza verrà consegnato un quiz tramite il quale ciascuno di voi potrà calcolare la propria impronta sul nostro pianeta blu.

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